Gli spettacoli di Up To You 2024. I Circle time della Re.M

Tutti gli spettacoli del festival visti dal laboratorio di redazione condotto all’interno del progetto Come Together

È diventata ormai una pratica all’interno di Up To You Spettacolo dal Vivo Festival. Lo sa il pubblico, lo sanno le artiste, lo sappiamo noi. Ogni anno, dopo gli spettacoli, ci ritroviamo in cerchio nel foyer del teatro o negli spazi adiacenti allo spazio performativo, e ci facciamo una domanda: “Che cosa abbiamo visto?“. E rispondiamo in ogni lingua. Undici minuti di tempo durante i quali registriamo le nostre voci e quelle del pubblico che si inserisce nel cerchio. Poi il giorno dopo, durante il laboratorio, riascoltiamo insieme la registrazione audio e scegliamo undici frasi da condividere, nelle lingue che animano la Re.M. In questo articolo riportiamo le frasi scelte e le voci per ogni spettacolo visto con la Re.M di Up To You 2024 e che Sebastijan Abdulahu, in un breve estratto, ci racconta così:

Poesia. Di due corpi che ballano, ché si scontrano, giovani e vecchi. Quanto vale una pelle bianca, una pelle nera? Corpi che si sfidano in una lotta, corpi che si accarezzano, corpi che parlano senza voce. Voce che non parte ma arriva...dritto al cuore come una lama di coltello. Tocca a te…stringermi..accompagnarmi...lasciarmi andare...non lasciarmi andare. Spingimi, tienimi…mi appoggio..lasciami... Via…non andare…stiamo insieme…tu ci credi che possiamo stare insieme? Dopo la lotta, dopo i pugni sul viso e il corpo, dopo gli insulti, dopo che eri schiavo? Si, io ci credo.
Sento il tuo odore fetido, feroce sei..fai il bravo...non mordere...rotola...vuoi un premio... un biscottino? Uomo...ché animale che sei…
Sempre abbiamo una scelta, tra bianco e bianco, di darti o di lasciarti prendere, di decidere quello che hai deciso, di fare quello che vuoi tu, di scegliere adesso o subìto...Scelta nostra, e grazie per l'opportunità.E se posso scegliere ancora scelgo di ballare...e ballerò, fin che finisce questo mondo.

Taca tè. Uno spettacolo di Sanpapié

“Taca tè, in dialetto emiliano ‘comincia tu’, è una sfida al diritto di esistere nel tempo, una sfida giocata tra due corpi anagraficamente lontani che convergono nel presente della danza. Un incontro tra tempi e generazioni diverse, età della vita che si osservano e confrontano in un flusso di ascolto, intimità profonda, limiti che si spostano, corpi che discutono e si accordano”.

foto Carlo Valtellina

Che cosa abbiamo visto?

El tiempo fluye, sin embargo aquí el tiempo se paró.
«il tempo scorre, qui invece il tempo era fermo»

Me he quedado sin palabras pero ahora hablo.
«Io sono senza parole ma adesso parlo»

He visto dos personas peleando y después haciendo las paces, así es la vida, hecha de subidas y bajadas.
«Ho visto due persone che litigano e poi fanno pace, così è la vita, fatta di up and down»

Me gustaba cuando uno quería alejarse y el otro le dejaba ir.
«Mi piaceva quando uno cercava di andarsene e l’altro non lo lasciava andare nel fondo»

Este espectáculo está hecho para todos nosotros que no hablamos italiano, sino diferentes idiomas.
«Questo spettacolo è fatto per tutti noi che non parliamo italiano ma tutte lingue diverse»

Cuando no sepas que camino tomar, párate.
«Quando non sai quale strada prendere, fermati».

Para explicarse no sirven las palabras.
«Per esprimersi non servono le parole».

Él, más anciano, ella, más joven pero estaba juntos.
«Lui più anziano lei molto più giovane ma erano lì insieme».

Gritaban sin voz.
«urlavano senza voce».

¡Despierta!
«Svegliati!»

No hay una edad para bailar.
«Non c’è un’età per ballare»

Circle time in spagnolo a cura di Eva María Grau Manchón e Renny Condori

Concerto fetido su quattro zampe. Uno spettacolo di Alice e Davide Sinigaglia

“Nella desolazione della città in cui siamo cresciuti chiediamo aiuto agli animali che siamo. Ci sono venuti in soccorso, nella costruzione dello spettacolo, “L’animale che dunque sono” di Jacques Derrida e l’album “Destroy the Enemy” dei DSA commando, gruppo rap dei primi anni 2000, cani sciolti venuti fuori dalla nostra terra, liguri come noi, gente cresciuta fra il vento delle scogliere e le strade lasciate sporche dai turisti. Da questo strano connubio nasce il nostro concerto e la sua domanda è sull’animalità, sul senso della ferocia e su questa nostra maledetta evoluzione”.

foto Carlo Valtellina

Che cosa abbiamo visto?

Abbiamo dimenticato che siamo liberi. Dobbiamo imparare a essere liberi come animali.
«Ми забули, що ми вільні. Ми повинні навчитися бути вільними, як тварини” .

Le nostre vite sono cambiate, abbiamo bloccato i nostri sogni, la nostra libertà, per cose che non sono importanti, un centro.
«Наше життя змінилося, ми заблокували свої мрії, нашу свободу за речі, які не є важливими.»

È una critica al consumo assurdo che abbiamo fatto, che facciamo adesso, tutto.
«Tò je kritika konzumizma koji sad radimo apsurd ..I sta cemo sad».

Bellissime le musiche, abbiamo ballato. È la prima volta che vedo uno spettacolo così.
«Музика була гарна, ми танцювали. Я вперше бачу таке шоу».

Fetido dà una sensazione molto tattile, un animale o un uomo bagnato che entra in casa e sa di pioggia, il concerto mi è arrivato molto fisicamente.
«Pas ili covek mokar od kise kad ti ulazi u kuci i mirise na kisu.koncert mi je dosao jako..fizicki»

Mi sono sentita in difetto e a disagio, è stato disturbante, per questa presunzione umana di essere migliori.
«Я почувався винним і некомфортно, це тривожило через самовпевненість бути кращим».

Smettila di essere così intelligente…e guardami come un animale.

Il fatto che fossero così arrabbiati mi dà molta forza.
«Mnogo su bili ljuti…I ova ljutnja mi je dala snagu»

Non ho mai visto un animale lavorare più duramente di un altro.
«Я ніколи не бачив, щоб дві тварини працювали більше, ніж одна»

Ho visto l’arte, la guardavo, sentivo e ascoltavo.
«Gledao sam umetnost slusao I osecao»

Circle time in ucraino e slavo a cura di Oleksandra Kocherba e Sebastijan Abdulahu

Davidson. Uno spettacolo di Balletto civile

“ll Padre Selvaggio è un abbozzo di sceneggiatura scritta nel ’63 da Pasolini e pubblicata postuma nel fatale 1975. Il regista non trovò finanziatori, spaventati dalla sua libertà di pensiero, e il film non si realizzò. È  la storia di Davidson, un ragazzo nero sensibile e acuto, proveniente da una tribù dell’Africa e del suo incontro con un insegnante progressista e tormentato – una figura di frontiera alter ego dello stesso Pasolini – che cerca di dare ai suoi ragazzi un’istruzione moderna e anticolonialista”. 

Che cosa abbiamo visto?

“একজন ছাত্র এবং একজন অধ্যাপক ছিলেন, এবং অধ্যাপক ছাত্রটিকে অতীতে নয়, বর্তমানে বেঁচে থাকার প্রয়োজনীয়তা বুঝতে সাহায্য করেছিলেন”
«Habia un alumno y un profesor, y el profesor ayudaba el alumno a que entendiera la necesidad de vivir en el presente y no en el pasado»

“রঙ, আলোর গতিবিধি, আমার কাছে একটি জীবন্ত চিত্রের মতো মনে হয়েছিল যা সঙ্গীতের সাথে সরানো হয়েছিল”
«Il colore, il movimento della luce, mi sembrava un quadro vivo che si muoveva con la musica»

“ছাত্র এবং শিক্ষকের মধ্যে শারীরিক লড়াই। আমি যদি আমার শিক্ষকদের সাথে লড়াই করতাম তাহলে হয়তো আমরা শারীরিক দ্বন্দ্বের গভীরে কিছু খুঁজে পেতাম”
«La lotta fisica tra l’alunno e il professore. Se avessi fatto a botte con i miei insegnanti forse dentro allo scontro fisico avremmo trovato qualcosa di più profondo»

“কবিতাকে র‍্যাপে ফিরিয়ে আনা হয়েছে”
«La poesia riportata al rap»

“চোখের জন্য একটি চশমা, মনের জন্য, কানের জন্য এমনকি হৃদয়ের জন্য”
«Uno spettacolo per gli occhi, per la mente, per le orecchie e anche il cuore»

“বিশেষণ ইউটোপিয়ানের ব্যবহার, এমন কিছু হিসাবে যা বিদ্যমান নেই এবং একই সময়ে হতে পারে। একটি সুন্দর প্রত্যাশা”
«L’utilizzo dell’aggettivo utopistico, come qualcosa che non esiste e allo stesso tempo potrebbe essere. Un’aspettativa bellissima»

“আপনি বৃদ্ধ নন তবে আপনি একজন প্রাপ্তবয়স্ক প্লাস”
«non sei anziano ma sei adulto plus»

“তিনি তাদের শিক্ষককে বলতে সাহায্য করার চেষ্টা করেন যার ভিতরে ভাল কিছু আছে”
«El intenta ayudarle a hacerle ver al profesor que hay algo bueno dentro de el»

“কবিতা কি? কবিতা তোমার ভিতর”
«Che cos’ è la poesia? la poesia è dentro di te»

“শোর শেষ বাক্যে ‘হ্যাঁ এখন আমি এটি অনুভব করছি’, আমিও কিছু অনুভব করেছি”
«Nell’ultima frase dello spettacolo ‘si ora lo sento’, anch’io ho sentito qualcosa»

Circle time in bangla e italiano a cura di MD Hasan Molla e Bianca Maria Gotti

La scelta. Uno spettacolo di Roger Bernat / FFF e Qui e Ora

“Immaginate un teatro senza attori. Ora rimuovete il palcoscenico. Poi togliete le pareti. Togliete anche le poltrone. Ma cosa rimane del teatro, vi chiederete? Il pubblico. Ne LA SCELTA il pubblico viene chiamato a sperimentare i meccanismi di lavoro di una direzione artistica: visionare, discutere, operare la scelta. Una sfida reale, in cui ci si trova immersi, una finzione che produce effetti sulla realtà della propria città”.

foto Carlo Valtellina

Che cosa abbiamo visto?

Uno spettacolo costruito insieme a noi. Noi lo abbiamo reso diverso con la nostra partecipazione
«আমাদের সাথে একসাথে নির্মিত একটি শো। আমরা আমাদের অংশগ্রহণের সাথে এটিকে আলাদা করেছি»

Un attimo di felicità perché ci ha fatto partecipare / non sono molto contenta, perchè penso che non c’è molta democrazia
«একটি আনন্দের মুহূর্ত কারণ তিনি আমাদের অংশগ্রহণ করেছেন / আমি খুব খুশি নই, কারণ আমি মনে করি খুব বেশি গণতন্ত্র নেই»

Ho visto scelta senza scelta
«আমি পছন্দ ছাড়াই পছন্দ দেখেছি»

Quanto riusciamo a scegliere? Quanto il gruppo ci manipola?
«আমরা কতটা বেছে নিতে পারি? দলটি আমাদের কতটা কারসাজি করে?»

Mi è piaciuta l’interazione tra il pubblico, mi è piaciuto vedere come le persone leggevano
«আমি দর্শকদের মধ্যে মিথস্ক্রিয়া পছন্দ করেছি, লোকেরা কীভাবে পড়ে তা দেখে আমি পছন্দ করেছি»

Molto interessante quando noi siamo dentro allo spettacolo sia come spettatori che come personaggi
«অত্যন্ত আকর্ষণীয় যখন আমরা দর্শক এবং চরিত্র উভয় হিসাবে শোতে থাকি»

Abbiamo visto una dimensione interattiva, una democrazia partecipata nel mondo teatrale
«আমরা একটি ইন্টারেক্টিভ মাত্রা দেখেছি, নাট্য জগতে একটি অংশগ্রহণমূলক গণতন্ত্র»

Mi divertiva vedere le facce di chi si trovava immerso per la prima volta
«যারা প্রথমবারের মতো নিজেকে নিমজ্জিত খুঁজে পেয়েছিল তাদের মুখ দেখে আমি আনন্দিত»

Ti affezioni agli spettacoli che vedi, mi sono sentito vicino agli spettacoli visti
«আপনি যে শোগুলি দেখেন তার সাথে আপনি সংযুক্ত হয়ে যান, আমি যে শোগুলি দেখেছি তার কাছাকাছি অনুভব করেছি»

Le tematiche sono molto diverse: morte, sesso, l’assurdo, difficile scegliere
«থিমগুলি খুব আলাদা: মৃত্যু, যৌনতা, অযৌক্তিক, এটি চয়ন করা কঠিন»

Quanto tempo, quante informazioni e quanto confronto con le altre mi servono davvero per scegliere?
«কত সময়, কত তথ্য এবং অন্যদের সাথে কতটা তুলনা আমার সত্যিই একটি পছন্দ করতে হবে?»

Circle time in ucriano, italiano, serbo, bangla e spagnolo a cura di Oleksandra Kocherba, Silvia Baldini, MD Hasan Molla, Sebastijan Abdulahu, Luca Lòtano, Bianca Maria Gotti e Eva María Grau Manchón

Sei la fine del mondo (letteralmente). Uno spettacolo di Annachiara Vispi

“Due donne interagiscono l’una con l’altra e con una serie di video proiettati alle loro spalle. Il ritratto che dipingono del mondo è comicamente assurdo, e assurdamente reale. Poco alla volta, si delinea un pensiero preciso: la relazione tra esseri umani e natura, così come la relazione tra esseri umani stessi, è tossica, difettosa. Ma possiamo curarla. Il segreto è riuscire a disimparare l’idea di dominio, e ripensare le nostre gerarchie in collettività”.

foto Carlo Valtellina

Che cosa abbiamo visto?

«Ho visto la bellezza delle cose selvagge».

«Hay demasiados intereses por parte de algunas empresas grandes y de los gobiernos. No les interesa arregrarlo. Me molesta que nos hagan sentir culpables cuando nosotros no tenemos la soluciòn. Ellos sì».

«Le loro voci ci hanno fatto entrare in un mondo di cui facciamo parte ma non ce ne rendiamo conto».

«Siamo tanto lontani dalla natura ma siamo anche parte di essa».

«A mi me molesta, por esplicar, si yo vojo a comprar todo è plastico! non puedo non usarlo».

«C’è un mondo senza guerra e un mondo con la guerra. Questo è pazzo per me».

«Io faccio la differenziata ma penso che non è la soluzione, la soluzione è prima».

«Siamo nel 2024, noi possiamo parlare, conosciamo altre lingue e culture, perché non possiamo parlare e decidere come vivere».

«C’è progresso tecnologico ma non c’è progresso umano».

«’Non esiste casa’ è una bella frase».

«Perchè noi umani non possiamo vivere, far crescere il nostro pianeta, fare la nostra vita meglio, perché?».

Articolo a cura della Re.M. di Up To You 2024

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Read also x